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domenica 4 maggio 2014

Ogni amore

Ogni amore si crea la propria leggenda. O, meglio, non la crea, perché nulla nasce dal nulla, la elabora dal fraintendimento, dall'enfatizzazione, dalla mistificazione di qualche dato di fatto giusto.
...
Il ricordo non tradisce la minima smagliatura, com'è appunto dei ricordi posticci al riparo dall'erosione dei dubbi, dallo sconquasso delle verifiche, dalla cancellazione delle smentite.

Oreste Del Buono, I peggiori anni della nostra vita, Einaudi, 1971.

venerdì 16 novembre 2012

martedì 12 giugno 2012

Ombra di un giovane


Sono andato fino alla fermata dell’autobus,
mi sono seduto sul muretto del ponte:
la mia ombra era l’ombra di un giovane,
ma anch’io sono l’ombra di un giovane.
J. Rodolfo Wilcock, Poesie, Milano, Adelphi 1996, p. 159

venerdì 23 dicembre 2011

E' ormai risaputo: per una riga ragionevole, per una notzia corretta, vi sono leghe di insensate cacofonie, di farragini  verbali e di incoerenze.
(Jorge Luis Borges, in La biblioteca di Babele, in Il giardino dei sentieri che si biforcano, in  Finzioni).

domenica 4 dicembre 2011

La poesia

Poca cosa, una poesia, un cartellino messo su un posto vuoto. Un poeta lo sa e non le dà troppo credito, ma ne dà ancora meno al mondo che lo celebra o lo ignora.
          Claudio Magris, Microcosmi.

domenica 20 novembre 2011

Qui ad Atene noi facciamo così



Noi siamo liberi, liberi di vivere proprio come ci piace e siamo sempre pronti a fronteggiare qualsiasi pericolo.
Un cittadino ateniese non trascura i pubblici affari quando attende alle proprie faccende private, ma soprattutto non si occupa dei pubblici affari per risolvere le sue questioni private.
Qui ad Atene noi facciamo così.
Ci è stato insegnato di rispettare i magistrati, e ci è stato insegnato anche di rispettare le leggi e di non dimenticare mai che dobbiamo proteggere coloro che ricevono offesa.
E ci è stato anche insegnato di rispettare quelle leggi non scritte che risiedono nell'universale sentimento di ciò che è giusto e di ciò che è buon senso.
Qui ad Atene noi facciamo così.
Un uomo che non si interessa allo Stato noi non lo consideriamo innocuo, ma inutile; e benché in pochi siano in grado di dare vita ad una politica, beh, tutti qui ad Atene siamo in grado di giudicarla.
Noi non consideriamo la discussione come un ostacolo sulla via della democrazia.
Noi crediamo che la felicità sia il frutto della libertà, ma la libertà sia solo il frutto del valore. Insomma, io proclamo che Atene è la scuola dell'Eliade e che ogni ateniese cresce sviluppando in sé una felice versatilità, la fiducia in se stesso, la prontezza a fronteggiare qualsiasi situazione ed è per questo che la nostra città è aperta al mondo e noi non cacciamo mai uno straniero.
Qui ad Atene noi facciamo così.

(Dal discorso di Pericle agli ateniesi, del 461 a. C. - Citato da Alberto Piccinini nella rubrica  “Vuoti di memoria” su Il manifesto, 28 giugno 2011) 

domenica 6 novembre 2011

Buon viaggio

... non ho più aperto una lettera ... mai, dopo aver preso atto che perfino le più urgenti erano meno urgenti dopo una settimana, e che dopo due mesi neppure chi le aveva scritte se le ricordava.
Gabriel Garcia Marquez, Buon viaggio signor presidente in Dodici racconti raminghi.

venerdì 5 agosto 2011

Essere, avere, apparire

Guy Debord, nella sua opera più nota (La società dello spettacolo del 1967) scriveva:
"La prima fase del dominio dell’economia sulla vita sociale aveva determinato, nella definizione di ogni realizzazione umana, un’evidente degradazione dell’essere in avere.
La fase attuale dell’occupazione totale della vita sociale da parte dei risultati accumulati dell’economia conduce a uno slittamento generalizzato dell’avere nell’apparire, da cui ogni “avere” effettivo deve trarre il suo prestigio immediato e la sua funzione ultima".
Questa involuzione è giunta alla sua terza fase, forse imprevedibile nel '67: oggi l'apparire tocca un punto di esasperazione tale per cui - superata la necessità di possedere la sostanza dell'essere e superato anche il bisogno vanesio di esibire quel che si è o si ha - si impone la consuetudine di ostentare i segni apparenti dell'essere e di sfoggiare gli orpelli che simboleggiano l'avere, in una plateale e volgare rappresentazione di uno status che non basta a nascondere la sostanziale inconsistenza e la sconfortante vacuità.

giovedì 14 luglio 2011

Oltreonda

"Si domandava cosa sarebbe successo alle persone della vicenda, con la radio spenta, se lei e sua madre non l'accendevano"
Alice Munro, Post and beam in Nemico, amico, amante.

... Anche la nonna di una mia amica si indisponeva se qualcuno spegneva il televisore durante il telegiornale. Diceva che era segno di cattiva educazione spegnere così e interrompere uno che stava ancora parlando.

martedì 26 aprile 2011

Verrà un momento

E comincio a capire che verrà un momento in cui le mie scelte si restringeranno e quindi le preclusioni si moltiplicheranno in maniera esponenziale finché arriverò a un qualche punto di qualche ramo di tutta la sontuosa complessità ramificata della vita in cui mi ritroverò rinchiuso e quasi incollato su un unico sentiero e il tempo mi lancerà a tutta velocità verso gli stadi di immobilismo e atrofia e decadenza finché non sprofonderò per tre volte, tante battaglie per niente, trascinato dal tempo.
David Foster Wallace, Una cosa divertente che non farò mai più, Minimum Fax, Roma 2010

lunedì 11 aprile 2011

Coltivare il giardino

Benissimo detto, rispondea Candido, ma intanto bisogna coltivare il giardino.

Voltaire, Candido, cap. 28.
(La frase è posta a conclusione dell'opera).


martedì 22 marzo 2011

Buttarsi dalla finestra

"... Per questo quando delle volte, per qualche motivo che poteva essere importante, ho pensato di sbattermi giù dalla finestra, e mi immaginavo di scavalcare la ringhiera alzando la gamba, in quel momento esatto mi è sempre venuto subito in mente che non ce n'era bisogno e che sarebbe stato un atto completamente inutile perché vi­vo da sempre come uno che è stato da subito, da ap­pena nato, sbattuto giù da una finestra come tutti, e pro­prio grazie a questo modo di vivere sto benissimo.
Ma tutte le volte che, per disgrazia e per stupidità, ho fatto questi discorsi a qualche mia amica, esibendo stupidamente questa mia visione del mondo assoluta­mente privata, mi è sempre stato detto che è una vi­sione del mondo da disperati, e che non si poteva ca­pire come io facessi a vivere, e io allora ho sempre det­to che:
a) non sono affatto disperato; e
b) che è verissimo che non ho speranze, ma sto be­nissimo, e anzi, il solo pensiero di dover pensare a del­le speranze mi fa venire l'ansia, perché sto bene dove sto e basta, anche quando sto male."

(Ugo Cornia, Sulla felicità a oltranza, Sellerio editore, Palermo 1999).

giovedì 13 gennaio 2011

Amicizia

Noi non ci conosciamo. Penso ai giorni
che, perduti nel tempo, c'incontrammo,
alla nostra incresciosa intimità.
Ci siamo sempre lasciati
senza salutarci,
con pentimenti e scuse da lontano.
Ci siam riaspettati al passo,
bestie caute,
cacciatori affinati,
a sostenere faticosamente
la nostra parte di estranei.
Ritrosie disperanti,
pause vertiginose e insormontabili,
dicevan, nelle nostre confidenze,
il contatto evitato e il vano incanto.
Qualcosa ci è sempre rimasto,
amaro vanto,
di non ceduto ai nostri abbandoni,
qualcosa ci è sempre mancato.

Vincenzo Cardarelli

martedì 3 agosto 2010

Esilio

"Allontanarsi dalle creste pericolose, annacquare il vino dei sentimenti, diluire, dosare, spezzare la coazione dei desideri".
Fred Vargas, Nei boschi eterni, Einaudi 2007

giovedì 15 luglio 2010

La speranza

La speranza è buona come prima colazione, ma è una pessima cena.
Francis Bacon

giovedì 1 luglio 2010

Tracce

A circa trecento o quattrocento metri dalla piramide, mi chinai, presi un pugno di sabbia, lo lasciai cadere silenziosamente un po’ più lontano e dissi a bassa voce:
Sto modificando il Sahara.

(J. L. Borges, Atlante)

martedì 29 giugno 2010

L'artista

Quella dell'artista non è innocenza, semmai è incompletezza, destino mozzato.
Non è capace di diventare un uomo adulto. Certo, potrà pagare le tasse, partecipare alle primarie del Pd, figliare, fare la raccolta differenziata. Ma dentro di sé, nel cantuccio più riservato e inconfessabile della sua fibra vitale, non capirà mai bene che cazzo significano tutte quelle cose. Ed è proprio in questa incomprensione radicale, in questo stare al mondo per pura convenienza e imitazione, sperando sempre che gli altri non se ne accorgano, è proprio in questa idiozia senza rimedio che si annida (come una malattia mortale, non come un privilegio) la sua capacità di visione, di allucinazione, di decostruzione del reale. Dall'Uomo del Sottosuolo al Paranoid Android dei Radiohead, la grande poesia moderna non ha fatto altro che dare forma a questa anomalia, a questo residuo inservibile dell'evoluzione umana, a questo destino inteso come scherzo del destino.

(Emanuele Trevi, I critici della critica, il manifesto, 28 gennaio 2010).

domenica 20 giugno 2010

BLOG

Se hai un segreto veramente importante, confidalo alla fessura di un albero secolare, che lo conserverà per sempre.
(In the Mood for Love di Wong Kar-wai).

sabato 8 maggio 2010

Abbracciare l'aria

Guardò da tutte le parti se lo stavano osservando perché si sorprese ad abbracciare l’aria.
(M. de Unamuno, Nebbia)