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lunedì 12 novembre 2012

Il poeta

Il poeta è un gran contemplatore
di meriggi, crepuscoli ed aurore.
Canta felice il ciel chiaro e sereno,
va in palla quando c'è l'arcobaleno.
Si inebria sotto il nero firmamento,
col bianco della brina va in fermento.
L'anima sua si scioglie come cera
se gli appare la luna menzognera.
Ama perfino il vento e la tempesta
ma non vede la merda che calpesta.

(30.03.2011)

domenica 4 dicembre 2011

La poesia

Poca cosa, una poesia, un cartellino messo su un posto vuoto. Un poeta lo sa e non le dà troppo credito, ma ne dà ancora meno al mondo che lo celebra o lo ignora.
          Claudio Magris, Microcosmi.

sabato 20 agosto 2011

Fabbricare poesie

Perché fabbricare poesie invece di ricorrere alla spontanea immediatezza della prosa?
Sembrerà incoerente, ma il ricorso ai versi è paradossalmente dattato dal pudore: la prosa ti espone senza mediazioni e diaframmi; la poesia si frappone con la sua costruzione artificiosa e ti consente di parlare senza ostentazioni dirette.

Chi scrive versi svia in qualche modo l’attenzione del lettore dall’autore al contenuto e tenta di farsi dimenticare: e questo vale, sempre paradossalmente, perfino per la poesia più banalmente intimista: il poeta dolente si lagna e pone la sua privata esasperazione al centro dell’universo ma - con la smaccata pretenziosità della finzione poetica - si affanna a indagare le ragioni incomprensibili della sofferenza in generale e mostra di voler scavare nel suo disagio per capire il disagio universale.

giovedì 13 gennaio 2011

Amicizia

Noi non ci conosciamo. Penso ai giorni
che, perduti nel tempo, c'incontrammo,
alla nostra incresciosa intimità.
Ci siamo sempre lasciati
senza salutarci,
con pentimenti e scuse da lontano.
Ci siam riaspettati al passo,
bestie caute,
cacciatori affinati,
a sostenere faticosamente
la nostra parte di estranei.
Ritrosie disperanti,
pause vertiginose e insormontabili,
dicevan, nelle nostre confidenze,
il contatto evitato e il vano incanto.
Qualcosa ci è sempre rimasto,
amaro vanto,
di non ceduto ai nostri abbandoni,
qualcosa ci è sempre mancato.

Vincenzo Cardarelli

martedì 13 luglio 2010

Il poeta è un fingitore

I poeti che strane creature.
Ogni volta che parlano è una truffa.
(De Gregori - De André, Le storie di ieri)

AUTOPSICOGRAFIA
(Fernando Pessoa, Presença, n. 2, Coimbra, Nov. 1932
in Il mondo che non vedo, BUR, Milano, 2009, pag. 666
Traduzione di Omero Sala)

Il poeta è un grande fingitore.
E quando finge par così sincero
che arriva a simular come dolore
il dolore che sente per davvero.

E coloro che leggon la poesia,
nel dolore da lui rappresentato,
non colgon quello vero o la bugia,
ma altro che non hanno mai provato.

E così se ne va senza destino
trainando sui binari la ragione,
questo piccolo inutile trenino
che ci ostiniamo a definire cuore.

martedì 29 dicembre 2009

Profugo

Ritorno come un profugo fra i campi
delle mie terre basse.
La strada è senza solchi.
Un superstite gelso si contorce
ingobbito
sul putrido fosso
intasato da incongrue plastiche colorate.
Sbircio da un portone sgangherato
un’aia immensa
deserta di cani e di bambini:
nel centro un carretto
si arrende sconsolato,
ritte le stanghe al cielo.

lunedì 28 dicembre 2009

Lista (realismo)

La lista infinita dei sogni
stilata a vent’anni
si conserva ancora intatta nella mente.
Ogni tanto però
traccio un segno leggero di spunta
accanto alle cose
che ormai sicuramente non farò,
ai nomi dei paesi
che non visiterò,
ai desideri sgonfi,
alle voglie stanche,
alle sbiadite fantasie.

sabato 26 dicembre 2009

Traduzioni

Odio ed amo.
Pare incredibile.
Se tu mi chiedi
com’è possibile,
io ti rispondo
che non lo so
che questo sento
e in pene sto.

venerdì 25 dicembre 2009

martedì 22 dicembre 2009

Divieto di accesso

Da qui
sento flebili suoni
di miele.
Ma ho sparso intorno segnali
con divieti di transito e di accesso.

domenica 20 dicembre 2009

Scivola via la vita

Scivola via la vita
scivola via da sé lungo percorsi
tracciati da incontri casuali,
da sguardi e sorrisi involontari,
da amori interrotti e treni persi.
Scivola via così
fra rivoli e ristagni,
scivola, gira e si disperde,
altro si fa,
e scorre,
scorre e dilaga,
scorre e raccoglie il suo destino
su un percorso confuso, senza mappa.

venerdì 18 dicembre 2009

La neve

È molto democratica la neve
che nel silenzio bianco cade lieve,
coprendo con identica premura
strade e prati, fiori e spazzatura.
Candeggia i tetti a case e catapecchie,
decora rami nuovi e fronde vecchie,
dal gel protegge le distese d’erbe,
cocci, lattine, carte, stracci e merde.

lunedì 14 dicembre 2009

Traduzioni

E' una brezza lieve che attraversa l’aria
e subito svanisce senza traccia.
E' tutto.
Chi amo non esiste.
Vivo indeciso e triste.
Chi volli essere ormai non mi ricorda.
Chi sono adesso non più mi conosce.
Intanto,
il profumo che giunge con la brezza,
per un istante,
come una confidenza,
mi sfiora la coscienza.

(Pessoa)

lunedì 7 dicembre 2009

Architetture

Il vento restituisce al deserto
la polvere delle piramidi;
il sole cuoce e sfalda
i marmi di Atene;
si sgretolano nella foresta
i templi birmani;
sono corrose dalla pioggia
le alte cattedrali di Francia.

Mentre guardo le metropoli
dense di arroganti monumenti,
so che dentro queste lucide geometrie
degenera il cemento
e si sfiancano i metalli;
so che ogni materiale
vive la sua lenta metamorfosi;
so che il profilo di questa città
aspetta acqua e vento.

sabato 5 dicembre 2009

Poesia

Non si domandi pertanto al poeta ciò che ha pensato o sentito,
è proprio per non doverlo dire che scrive versi.
(Josè Saramago, L’anno della morte di Ricardo Réis)

Aprono sentieri le parole
nell’intricata mente.
Se spiego quel che ho dentro,
un poco lo decifro anche per me.
L'ansia, se la racconto, si sgroviglia.
E l'universo mio confuso
in quel che dico prende consistenza.

Omero

Ora brancolo confuso
fra le ore del giorno
come il cieco Omero fra gli avelli,
mentre il tempo mi scorre fra le dita
e le notti vengono
a darmi improbabili equilibri.

Ho perso l’istinto di vivere la vita,
quello proprio del bambino
che sgrana il tempo tutto suo
in una densa successione
di istanti eterni,
senza passato né futuro,
e sta seduto sotto il sole
a dirottare una fila di formiche
beatamente,
beatamente solo,
lasciandosi sorprender dalla sera.

martedì 1 dicembre 2009

Dettagli

Mi concentro sui dettagli, senza slanci.
Alimento con futili interessi le mie ore.
E il tempo che mi opprime mai non scade.

lunedì 30 novembre 2009

Terra promessa

Rallento. Mi fermo.
Non vale inseguire fluide speranze
e instabili illusioni.
Non vale fuggire angosce abbarbicate
e stabili tensioni.
E' questa la terra promessa.

lunedì 16 novembre 2009

Fiume

Sto a vedere quel che fa il fiume,
quando il fiume non fa nulla.
(Pessoa)

giovedì 12 novembre 2009

Risentimento

Vi dico quel che sento nel profondo,
e – v’assicuro – non è cosa vaga:
nutro risentimento per il mondo.
Ma il mondo tira dritto e non mi caga.